Antiche Unità di Misura

Utilizzate nel Regno di Napoli


Le notizie riportate nei Libri di Famiglia (Davide e Mirabelli) fanno spesso riferimento ad unità di misura ormai desuete, relative a pesi, estensioni o valute monetarie del passato, precedentemente all'unità d'Italia. Si cerca qui di dare un riferimento a cosa tali termini corrispondessero, cercando di riportarli ai valori ad oggi correntemente utilizzati.

Valute monetarie

Misure di peso

Misure di superficie

 


Valute monetarie

La moneta principale utilizzata nel Regno di Napoli era il Ducato; esso era suddiviso in sottomultipli come segue, con frazionamenti variegati nel tempo; si riporta qui sotto la suddivisione che partì dal 1814: precedentemente vi erano stati rapporti differenti fra i vari conî, anche se non decisivi (ad esempio, prima del 1814 un Cavallo valeva 1/12 di Grano anziché 1/10).

Valuta Equivalenze con multipli o sottomultipli (dal 1814; in violetto, la suddivisione più naturale) Valore attuale (fascia stimata)
1 Zecchino 2 Ducati; 10 Tarì; 20 Carlini; 200 Grana; 400 Tornesi; 2.000 Cavalli

40 ÷ 240 €

1 Ducato 1/2 Zecchino; 5 Tarì; 10 Carlini; 100 Grana; 200 Tornesi; 1.000 Cavalli 20 ÷ 120 €
1 Tarì 1/10 Zecchino; 1/5 di Ducato; 2 Carlini; 20 Grana; 40 Tornesi; 200 Cavalli 4 ÷ 24 €
1 Carlino 1/20 Zecchino; 1/10 di Ducato; 1/2 Tarì; 10 Grana; 20 Tornesi; 100 Cavalli 2 ÷ 12 €
1 Grano 1/200 Zecchino; 1/100 di Ducato; 1/20 di Tarì; 1/10 di Carlino; 2 Tornesi; 10 Cavalli 0,20 ÷ 1,20 €
1 Tornese 1/400 Zecchino; 1/200 di Ducato; 1/40 di Tarì; 1/20 di Carlino; 1/2 Grano; 5 Cavalli 0,10 ÷ 0,60 €
1 Cavallo 1/2.000 Zecchino; 1/1.000 di Ducato; 1/200 di Tarì; 1/100 di Carlino; 1/10 di Grano; 1/5 di Tornese 0,02 ÷ 0,12 €

I fatti narrati nei Libri di Famiglia sopra citati abbracciano un periodo che va dall'inizio del '600 ad oggi; in quest'arco di tempo, le monete suddette furono utilizzate per 250 anni circa, fino all'unità d'Italia. Naturalmente in un periodo così lungo il loro valore effettivo (in termini di potere d'acquisto) subì cambiamenti per via di svalutazioni, rivalutazioni, decreti o quant'altro; è però interessante cercare di dare una stima del valore di queste monete in termini attuali: secondo alcuni, sarebbe possibile attribuire al Ducato un valore preciso, partendo dal cambio di 4,25 lire per Ducato adottato all'atto dell'unità d'Italia (Regio Decreto del 17 luglio 1861), ed applicando i tassi di inflazione intervenuti da allora ad oggi. Ciò porta, con qualche calcoletto banale, ad un valore attuale di circa 21 € per un Ducato.

Ma una valutazione di questo tipo è estremamente fuorviante, anche se corretta dal puro punto di vista contabile; stile di vita, società, mezzi, cultura, lavoro e tutto il contesto in cui il denaro ha significato sono drasticamente cambiati negli ultimi 150 anni, per cui il reale potere d'acquisto della moneta nell'800 era in realtà di parecchio superiore a quanto sopra indicato, se si ragiona in termini di possibilità di utilizzo rapportate ai bisogni ed alle disponibilità dell'epoca.

Si può provare ad adottare un approccio diverso; nel 1860 la popolazione del Regno delle due Sicilie era di circa 9 milioni di abitanti, ed il reddito complessivo si aggirava sui 275 milioni di ducati l'anno, con un reddito pro-capite che era quindi di circa 30 ducati all'anno (analogo a quello del resto d'Italia). Una famiglia media di 6-8 persone (i figli eran tanti...) poteva contare allora su un 200 ducati annui, una quindicina al mese. Naturalmente, all'epoca, la sperequazione fra ceti ricchi e poveri era molto più marcata di oggi; la stragrande maggioranza della popolazione viveva con molto meno della media; 15 ducati mensili costituivano lo stipendio di un impiegato statale, mentre un privilegiato colonnello dell'esercito arrivava a 105, più vitto e alloggio. Un operaio o contadino poteva contare invece su 15-20 grana al giorno (circa 4-5 ducati al mese), con cui doveva riuscire a portare avanti la sua (solitamente numerosa) famiglia. Quindi, se oggi una famiglia al limite della sussistenza deve sopravvivere con 5-600 €, ecco che il confronto col contadino dell'800 porta a stimare una equivalenza di 100-120 € per ducato (cioè grossomodo 1 Grano = 1 €). Analoga stima si ottiene se ci si basa sul salario di un operaio specializzato, che era di circa 55 grana al giorno; poco meno di 14 ducati mensili, paragonabili ai 1200 € di un impiegato dell'industria attuale.

Conferme e smentite si trovano confrontando i prezzi di alcuni generi alimentari; a inizio '800 un chilo di pane costava circa 7 grana; un chilo di pasta 10 grana, uno di carne 18 grana, un litro di vino 3 grana, tre pizze 2 grana. Se da un lato (considerando l'equivalenza 1 grana = 1 €) i prezzi di di carne e vino appaiono ragionevoli, le pizze sembra costassero troppo poco e pane e pasta troppo...

Del resto, a parità di collocazione nella scala sociale, i bisogni da soddisfare (intesi come somma dei beni da acquistare e possedere per potersi accostare ai propri pari ceto) erano di molto inferiori rispetto ad oggi; niente auto, niente benzina, elettrodomestici, radio, TV, ecc... e meno che mai vacanze, svaghi, regali, seconde case, cose superflue anche modeste o addirittura lussi... Queste ultime cose erano destinate appena alla ristretta cerchia di persone appartenenti ai ceti più alti.

In un certo senso, un benestante dell'800 può essere paragonato da un lato ad una persona altoborghese attuale, per la posizione sociale che occupava, ma d'altro canto anche ad un modesto impiegato di oggi, per la quantità e la qualità dei beni e servizi di cui poteva godere. Per fare un esempio, oggi praticamente tutti vivono in case o appartamenti quantomeno dignitosi, col bagno all'interno dell'abitazione; racconta di converso Gian Franco Venè (nel suo splendido libro Mille lire al mese) che, ancora nel 1938 "... un censimento nei capoluoghi rivelò che su cento appartamenti 88 non disponevano di un angolo dove assolvere igienicamente alle impellenze fisiologiche...": e questo nel 1938, e nei capoluoghi! Si può allora immaginare che nell'800 praticamente nessuno, fatte salve rarissime eccezioni, potesse contare su di una stanza da bagno paragonabile a quelle odierne... Possiamo quindi dire che in un certo senso un manovale di oggi vive meglio di un medio-borghese dell'800? Che non aveva il bagno in casa (e la TV e l'automobile...)?

Esempi di questo tipo se ne potrebbero portare a dozzine; in sostanza (penso si possa concludere), il valore ed il significato del denaro (e dei beni con esso conseguibili) non hanno una relazione precisa facilmente traducibile a distanza di secoli; pare quindi corretto lasciare una fascia di indeterminazione vasta, amplissima, nel rapporto di valori fra Ducato ed Euro: costo, prezzo, valore, significato di una cipolla o di un castello non sono trasferibili meccanicamente con una conversione univoca, certa. Credo che comunque il rapporto scelto di 1/6 fra massima e minima escursione (vedere tabella sopra riportata) fra i valori estremi, comprenda tutte le possibili interpretazioni.


Misure di peso

Differentemente dalle misure di valore, quali quelle monetarie, quelle di peso possono essere tradotte in termini moderni con meno difficoltà, non essendovi problemi di interpretazione. Nelle conversioni, si è scelto di utilizzare frazioni anziché coefficienti decimali; ciò è utile per i rapporti semplici (tipo 1/30), ma complica un po' le cose per quelli astrusi, tipo 20/197. In realtà, le varie unità di misura venivano utilizzate a gruppi in contesti differenti; nessuno aveva bisogno di rapportare Cantara in Tonnellate, ma in Rotola sì, dove il rapporto è preciso e chiaro. Notare che Cantara, Rotola e Tomola sono i plurali corretti per le rispettive misure di peso, secondo la dizione dell'epoca. Notare inoltre che si sono riportate le conversioni nei valori moderni con ben 5 cifre significative per puro vezzo; in realtà l'incertezza è molto pesante: ad esempio, il Grande Dizionario dell'Uso del De Marchi indica per Rotolo un valore incerto fra 790g e 890g. Infine, alcune delle unità citate venivano usate indifferentemente come misure di peso e di volume.

Misura Equivalenze con multipli o sottomultipli (in violetto, la suddivisione più naturale) Valore attuale
1 Tonnellata 197/20 Cantaro; 20 Tomola; 320 Stoppelli; 985 Rotola; 24.625/9 Libbra; 98.500/3 Oncia; 985.000 Trappesi; 19.700.000 Acini Kg 877,63
1 Cantaro 20/197 Tonnellata; 400/197 Tomolo; 6400/197 Stoppello; 100 Rotola; 2.500/9 Libbra; 10.000/3 Oncia; 100.000 Trappesi; 2.000.000 Acini Kg 89,100
1 Tomolo 1/20 Tonnellata; 197/400 Cantaro; 16 Stoppelli; 197/4 Rotolo; 4.925/36 Libbra; 4.925/3 Oncia; 49.250 Trappesi; 985.000 Acini Kg 43,882
1 Stoppello 1/320 Tonnellata; 197/6400 Cantaro; 1/16 Tomolo; 197/64 Rotolo; 4.925/576 Libbra; 4.925/48 Oncia; 24.625/8 Trappeso; 123.125/2 Acini Kg 2,7426
1 Rotolo 1/985 Tonnellata; 1/100 Cantaro; 4/197 Tomolo; 64/197 Stoppello; 25/9 Libbra; 100/3 Oncia; 1.000 Trappesi; 20.000 Acini g 891,00
1 Libbra 9/24.635 Tonnellata; 9/2.500 Cantaro; 36/4.925 Tomolo; 576/4.925 Stoppello; 9/25 Rotolo; 12 Once; 360 Trappesi; 7200 Acini  g 320,76
1 Oncia 3/98500 Tonnellata; 3/10.000 Cantaro; 3/4.925 Tomolo; 48/4.925 Stoppello; 3/100 Rotolo; 1/12 Libbra; 30 Trappesi; 600 Acini  g 26,730
1 Trappeso 1/985.000 Tonnellata; 1/100.000 Cantaro; 1/49.250 Tomolo; 8/24.625 Stoppello; 1/1000 Rotolo; 1/360 Libbra; 1/30 Oncia; 20 Acini mg 891,00
1 Acino 1/19.700.000 Tonnellata; 1/2.000.000 Cantaro; 1/985.000 Tomolo; 2/123.125 Stoppello; 1/20.000 Rotolo; 1/7.200 Libbra; 1/600 Oncia; 1/20 Trappeso mg 44,550

Misure di superficie

Le misure di superficie variavano da una zona all'altra del Regno di Napoli, spesso anche da un comune a quello limitrofo, addirittura mantenendo la stessa denominazione ma indicando aree di valore differente. Con la legge del 6 aprile 1840 l'unità di superficie delle misure agrarie divenne il moggio legale, suddiviso in 10.000 palmi quadrati. In realtà, il moggio era una misura di capacità per aridi (cioè le semenze) e, per estensione logica, la superficie di terreno necessaria per la semina di un moggio di semi.

Misura Equivalenze con multipli o sottomultipli Valore attuale
1 Moggio 10.000 Palmi quadrati m2 699,87
1 Palmo quadrato 1/10.000 Moggio m2 0,69987
1 Quarta 0,33641; 0,325; 0,34; 0,4  

In fase di completamento...


   4 giugno 2006, Bruno Davide     Posta.jpg (1347 byte)


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